La chiesa di San Martino ai Cofferi è un edificio sacro situato nei pressi di Mercatale Val di Pesa, nel comune di San Casciano.
La chiesa viene nominata per la prima volta in una bolla di conferma delle chiese suffraganee della Pieve di Santa Maria all’Impruneta. La bolla venne inviata dal Papa Adriano IV il 29 novembre 1156. Altre notizie appaiono nel libro di Montaperti. Questo libro costituisce una fonte storica sulla battaglia di Montaperti, avvenuta nel 1260 nei pressi di Siena. Il testo rappresenta una testimonianza importante sulla guerra fra guelfi e ghibellini e sull’epoca medioevale. Nel libro è scritto che il popolo della chiesa si impegna a pagare all’esercito fiorentino 3 staia di grano. La staia era un unità di misura ebraica poi divenuta italiana.
Dalle tasse a cui era soggetta la chiesa si capisce che il popolo non doveva avere particolari problemi economici. Nelle decime del 1276 e del 1303 risulta tassata per 4 lire e 8 soldi. La decima era un antico tributo che corrispondeva a un decimo dei prodotti agricoli, destinato al sostentamento della Chiesa parrocchiale e dei poveri. Un nuovo ingrandimento del suo territorio avvenne l’11 aprile del 1603 quando le venne annessa la chiesa di Santa Lucia a Ligliano. Nuovi grandi danni le vennero causati dal terremoto del 18 maggio 1895.
Nel 1936 la chiesa venne restaurata. Il progetto prevedeva il rifacimento della facciata e il capovolgimento dell’orientamento. I lavori risultavamo conclusi nel 1937, come viene riportato sul portale d’ingresso e nel 1940 l’arcivescovo Elia Dalla Costa consacrò la chiesa; anche per quell’avvenimento venne posta una lapide ora collocata all’interno della chiesa. A causa dello spopolamento delle campagne a seguito del secondo conflitto mondiale, la chiesa di San Martino venne annessa alla chiesa di Mercatale nel 1961.
La chiesa appare secondo le forme conferitole dopo i restauri. La parte più interessante è quella presbiterale dove si può trovare la facciata originale e le fiancate originali della chiesa. Il vecchio portale di accesso ora conduce nella sagrestia. Tale portale, situato al centro di un muro realizzato in bozze di calcare disposte a filaretto e databile all’anno 1200, è privo di lunetta ma è sormontato da un arco a tutto sesto e con un architrave in arenaria appena sbozzata. Sul lato nord dell’unica navata è posta una cappella gotica con volte a crociera databile al secolo quattordicesimo.






