Il lago di Barcis  è un lago artificiale situato in Valcellina in provincia di Pordenone, a 402 metri di altitudine sulla cui sponda settentrionale sorge l’abitato di Barcis.

È molto conosciuto  per le sue acque, tinte di un particolare colore tra il verde e il celeste. 

Il 25 marzo 1939 fu sottoscritta una convenzione per la costruzione del serbatoio e delle opere di utilizzazione industriale e di quantità di acque regolate, a disposizione del Consorzio nelle diverse stagioni per i bisogni irrigui.

Durante la Seconda Guerra Mondiale  nel settembre 1944 per una rappresaglia nazista, gli abitanti di Barcis subirono l’incendio del proprio paese.

Il paese di Barcis, che rimase quasi totalmente distrutto dall’incendio, era stato in gran parte ricostruito nell’immediato dopoguerra con grande sacrificio della popolazione. Tenuto anche conto della difficoltà, sul piano sentimentale e sociale, di imporre un nuovo forzato esodo agli abitanti trasferendoli in un nuovo paese da costruire di sana pianta, e con i valligiani, legati al loro paese, non volendo abbandonarlo soprattutto dopo l’oltraggio subìto dai Nazisti, fece riesaminare i progetti precedentemente approvati anteguerra. Inoltre i prezzi dei materiali e della manodopera, erano enormemente aumentati, e così pure il costo delle espropriazioni.

Restava solo di ridimensionare il progetto, fu deciso di costruire la diga alla stretta di Ponte Antoi alla limitata altezza di 50 metri fino alla quota di 402 s.l.m. creando un invaso di soli 20 milioni di metri cubi, senza provocare la sommersione del paese.

Le prime fasi della costruzione della diga si attestano agli inizi del 1900, quando la Società Italiana per la Promozione e Utilizzazione delle Forze Idrauliche del Veneto iniziò la costruzione.

La località scelta per la costruzione dell’invaso, infatti, è localizzata tra il comune di Barcis e il comune di Montereale, in un luogo difficile da raggiungere, e quindi, per trasportare tutti i macchinari necessari, era necessario costruire una apposita strada lungo la quale trasportare mezzi e persone. La strada, oggi chiusa al traffico, è la ex strada statale 251, anche detta della Valcellina.

La scelta del luogo fu favorita dal fatto che in quel punto l’alveo del torrente era naturalmente diviso in due parti grazie a un masso.

L’invaso aveva il compito di essere la “vasca di carico” per le centrali idroelettriche le quali non erano situate vicino al torrente e avevano bisogno, per funzionare, di un apposito canale derivatore. 

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, la richiesta di acqua e di energia elettrica era aumentata, e si pensò di utilizzare l’acqua accumulata nel bacino di Barcis.

Per questo motivo, tra il 1950 e il 1953 fu realizzata, in caverna, una centrale idroelettrica, predisposta per disporre di 2 gruppi generatori.  

Dopo la dismissione delle centrali, la diga, oramai priva di una funzione, fu dismessa nei primi anni 90, mentre la centrale è ancora operativa.