📜 Cenni storici

La stazione di Castelnuovo Rangone nacque subito come una delle fermate principali della tratta, a servizio di un centro agricolo ricco e dinamico.

Il fabbricato viaggiatori era più ampio rispetto alle semplici fermate intermedie, comprendeva biglietteria, sala d’attesa e uno scalo merci con binari di raccordo, usato per il trasporto di prodotti agricoli e bestiame.

📌 Curiosità e aneddoti

La stazione delle ciliegie 🍒: Castelnuovo Rangone era ed è un’area famosa per le ciliegie e la frutta. Nei mesi di maggio-giugno, i vagoni merci partivano carichi di cassette di ciliegie dirette ai mercati di Modena e Bologna.

Un piccolo “snodo sociale”: negli anni ’50 e ’60 la stazione era un punto di ritrovo del paese: oltre a studenti e pendolari, vi si incontravano contadini e commercianti che trattavano i carichi da spedire. C’era chi racconta che nei giorni di mercato il piazzale della stazione sembrava un “secondo centro del paese”.

📜 Cenni storici

La fermata di Settecani–Castelvetro venne creata per servire la popolosa frazione di Settecani  e, indirettamente, il comune di Castelvetro, che non si trovava direttamente sulla linea.

Come altre stazioni di media importanza, aveva un fabbricato viaggiatori con biglietteria e sala d’attesa, un piccolo scalo merci e un raccordo per le attività agricole.

Restò in funzione fino al 1969, anno della chiusura al servizio passeggeri della Modena–Vignola.

🏚 Stato attuale

Dopo la chiusura, lo scalo ferroviario cadde in disuso.

📌 Curiosità e aneddoti

Il vino sui vagoni 🍷: la stazione era usatissima per il trasporto di uve e vino, dato che Settecani è celebre per la produzione di Lambrusco Grasparossa di Castelvetro. Non era raro vedere botti e damigiane caricate sui carri merci diretti a Modena.

Memoria popolare: molti anziani ricordano il fischio del trenino a vapore  poi elettrificato che arrivava a Settecani come un “segnale quotidiano”: scandiva orari di scuola e lavoro.

📜 Cenni storici

La fermata di Sant’Eusebioera collocata poco prima di Vignola, a servizio della piccola località rurale omonima (oggi frazione di Vignola).

Era una fermata intermedia ma con fabbricato viaggiatori in muratura, biglietteria e piccolo scalo merci.

🏚 Stato attuale

Dopo la chiusura, la fermata fu dismessa.

l’edificio è ancora  esistente, e convertito in abitazione privata

📌 Curiosità e aneddoti

Quasi a destinazione 🚂: Sant’Eusebio era la penultima fermata prima di Vignola. Chi saliva lì da Modena sapeva che mancavano pochi minuti all’arrivo, e i ragazzi raccontano che spesso i passeggeri scendevano in anticipo a Sant’Eusebio per raggiungere a piedi Vignola passando dai campi.

Ricordi scolastici: negli anni ’50 e ’60 era usata da studenti che da Vignola e dintorni andavano a Modena. C’è chi ricorda il viaggio lento e rumoroso come un rito quotidiano, e i controllori che conoscevano tutti di nome.

📜 Cenni storici

La fermata di Rio Secco (così chiamata dal corso d’acqua che attraversa la zona, nei pressi di Spilamberto) serviva soprattutto le campagne circostanti, popolate da piccoli poderi.

Era una fermata semplice: un piccolo fabbricato viaggiatori a pianta rettangolare, con sala d’attesa, biglietteria e banchina, più un breve tronchino di raccordo per merci agricole.

🏚 Stato attuale

Dopo la chiusura, la fermata di Rio Secco venne abbandonata.

📌 Curiosità e aneddoti

Il nome evocativo: “Rio Secco” incuriosiva molti viaggiatori occasionali; in realtà il torrente vicino era spesso asciutto, ma nei periodi di piena diveniva rumoroso e impetuoso, tanto che i passeggeri lo ricordavano come “il fiume che c’è e non c’è”.

Un viaggio lento: i racconti locali dicono che da Rio Secco a Modena il trenino impiegava anche 50 minuti, ma per chi viveva in campagna era un lusso avere un collegamento diretto con la cittĂ .