📍 Località: a valle di Santa Vittoria in Matenano (FM), in contrada Montemilone
🛤️ Linea: Porto San Giorgio – Amandola (a scartamento ridotto, 950 mm)
📆 Inaugurazione: 16 ottobre 1908
🛑 Chiusura definitiva: 1956

Fu una delle ultime ad essere completate, poiché il tratto tra Montegiorgio e Amandola richiese lavori complessi per via della morfologia collinare: curve strette, ponti e tratti scoscesi. Il binario saliva di quota rapidamente in prossimità della stazione, che era situata a metà costa, ben distante (oltre 2 km) dal centro abitato in alto.

Nonostante la posizione defilata, fu importante per i collegamenti del borgo col resto della valle del Tenna:

  • Trasporto di merci agricole: cereali, vino, frutta e legname.
  • Afflusso di pellegrini diretti al convento e ai luoghi religiosi farfensi.
  • Accesso al mercato settimanale di Servigliano o Montegiorgio.
  • Treni scolastici e di servizio per Fermo e Porto San Giorgio.

📍 Località: tra Comunanza e Montefalcone Appennino, contrada Piane
🛤️ Linea: Ferrovia Porto San Giorgio – Amandola
📆 Attiva dal: 16 ottobre 1908
🛑 Chiusura definitiva: 1956

Questa stazione fu costruita durante il secondo lotto della linea, quello piĂą impegnativo dal punto di vista ingegneristico, che da Montegiorgio risaliva la valle del Tenna fino a Amandola.
L’apertura della stazione di Monte Falcone–Comunanza avvenne insieme al completamento del tratto Servigliano–Amandola nel 1908, quando la ferrovia raggiunse la montagna.

La stazione si trovava nella valle del Tenna, a quota circa 420 m s.l.m., lungo una curva che seguiva la sponda destra del fiume. Era collegata tramite strade poderali a entrambi i borghi collinari: Montefalcone Appennino, antico castello farfense arroccato, e Comunanza, che all’epoca era ancora un modesto centro agricolo.

Questa stazione era un vero e proprio snodo per:

  • Esportazione di lana, pelli e legname dalle valli dei Sibillini
  • Trasporto di contadini e artigiani verso i mercati di Servigliano, Montegiorgio, Fermo
  • Rifornimento di carbone, sale, sementi, olio combustibile
  • Accesso ai pellegrinaggi religiosi, specie per il Santuario dell’Ambro e i conventi farfensi
  • Spedizione di strumenti da lavoro artigianali di Comunanza (fabbri, falegnami, calzolai)

📍 Località: Contrada Marnacchia, nel comune di Servigliano
🛤️ Linea: Porto San Giorgio – Amandola
📆 Costruzione: tra il 1907 e il 1908
🛑 Disattivazione: 1956, con la soppressione della linea

Il casello di Marnacchia era:

  • Un fabbricato presidiato, cioè abitato da un casellante e dalla sua famiglia.
  • Dotato di barriere manuali per il passaggio a livello sulla strada interpoderale.
  • Talvolta utilizzato per fermate su richiesta, specialmente da contadini locali e scolaresche.
  • Utilizzato anche come punto di sorveglianza per un tratto critico della linea, soggetto a frane e smottamenti.

Era il classico casello rurale, con architettura essenziale:

  • Piano terra con cucina e locale attrezzi
  • Piano superiore con camere della famiglia del casellante
  • Annesso un piccolo magazzino e un orto recintato

La contrada Marnacchia è una zona collinare agricola compresa tra Servigliano e Santa Vittoria in Matenano.
La ferrovia in quel tratto:

  • serpeggiava lungo la valle, su pendii instabili
  • attraversava piccoli ruscelli e fossi
  • passava vicino a campi di grano, viti e oliveti

Il casello era dunque essenziale per:

  • Manutenzione ordinaria della linea
  • Apertura/chiusura passaggi a livello
  • Comunicazioni via telefono di linea interna con le stazioni vicine
  • Fermate per trasporto scolari o piccoli carichi agricoli

📍 Comune: Amandola (FM)
🛤️ Linea: Ferrovia Porto San Giorgio – Amandola
📏 Km 56 circa dalla costa
📆 Apertura: 16 ottobre 1908
🛑 Chiusura: 1956 (con l’intera linea)

Amandola fu collegata alla costa solo nel 1908, con la conclusione del secondo lotto della ferrovia (da Servigliano ad Amandola). L’obiettivo era duplice:

  1. Sviluppare il commercio di prodotti agricoli, lana, legname e pelli
  2. Favorire il turismo e i pellegrinaggi verso i Monti Sibillini (Santuario dell’Ambro, Madonna dell’Addolorata, Monte Castel Manardo)

La ferrovia portò un’epoca di grande dinamismo economico: arrivavano carbone, generi alimentari, giornali, medicine; partivano lane, formaggi, patate, salumi, e – non da meno – pellegrini e turisti.

Negli anni ’30 e ’40, la stazione di Amandola era il cuore della valle del Tenna.

  • Capolinea passeggeri per tutta l’alta valle
  • Terminale merci per le attivitĂ  agricole, forestali e artigianali
  • Stazione doganale secondaria, per il controllo di piccoli carichi
  • Collegamento con servizi di corriera per Montemonaco, Montefortino, Garulla e il Santuario dell’Ambro