🕘 Durata 25 Minuti – 45 Minuti

🛤️📏 Lunghezza Viaggio 31 km

🚂⚡Velocità media 45 -50 Minuti 

La velocità era relativamente alta perché la linea attraversava una pianura completamente piatta

🚉 Fermate della linea 5 – 6

💰Prezzo del biglietto 120 lire 140 lire

🚃 Com’era il treno

Nel 1950 si potevano incontrare due tipi di convogli:

Le carrozze avevano:

  • sedili imbottiti o in legno
  • finestrini apribili
  • stufa a carbone in inverno.

I passeggeri tipici erano:

  • contadini diretti ai mercati
  • commercianti di formaggi e salumi
  • lavoratori pendolari.

Non era raro vedere nelle carrozze:

  • biciclette
  • sacchi di granoturco
  • ceste di polli.

🌱🚂 Origini:


La linea nacque con un obiettivo preciso: collegare due importanti città di pianura separate dal Po. Dopo i primi progetti degli anni ’60 dell’Ottocento, la costruzione si concretizzò negli anni ’30 del Novecento grazie all’interesse congiunto delle province e alle Ferrovie dello Stato.


Fu aperta al traffico nel 1933, con una lunghezza di circa 31 km. Il tratto più complesso era naturalmente il ponte sul Po, realizzato in ferro e inaugurato come una grande opera d’ingegneria dell’epoca.

Caratteristiche tecniche:

Linea a binario unico, non elettrificata.

Tracciato in gran parte rettilineo, attraverso la campagna padana.

Scartamento ordinario (1435 mm).

Velocità massima sempre contenuta: intorno ai 90 km/h.


Ha sempre avuto una vocazione pendolare e locale, collegando Piacenza (polo industriale ed ex snodo FS) a Cremona, centro agricolo e artigianale. Il traffico merci ha avuto un certo rilievo, soprattutto per cereali e prodotti agricoli diretti ai magazzini di Piacenza o ai mercati lombardi.

Il ponte sul Po:


Durante la Seconda guerra mondiale fu più volte preso di mira dai bombardamenti alleati, essendo un punto strategico di collegamento tra Emilia e Lombardia. Dopo i danni bellici venne ricostruito, e ancora oggi rappresenta un tratto caratteristico della linea.

La linea dei “pendolari agricoli”:


Fino agli anni ’60 era molto utilizzata da braccianti e lavoratori agricoli che si spostavano giornalmente tra le due sponde del Po. In certi periodi dell’anno i treni erano gremiti di persone con attrezzi e ceste.

Curiosa rivalità:


C’era un detto popolare: “Il treno per Cremona parte sempre quando tu arrivi”. I piacentini scherzavano sull’inaffidabilità della linea, famosa per qualche ritardo e lentezza nei collegamenti.

Uso turistico-ciclistico:


Negli ultimi anni, con la diffusione del cicloturismo, la linea è stata riscoperta perché consente di raggiungere facilmente percorsi lungo il Po, come la ciclabile che collega Cremona a Piacenza passando da borghi fluviali.