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La linea ferroviaria Santhià–Arona è una linea secondaria del Piemonte con una storia molto interessante, legata sia allo sviluppo ferroviario ottocentesco che ai mutamenti della mobilità nel Novecento. Ecco un quadro storico dettagliato, da esperto ma in modo chiaro:
📜 Storia della linea Santhià–Arona
🛤️ Origini e costruzione (fine XIX secolo)
- Autorizzazione: La linea venne autorizzata con la legge del 29 luglio 1879 (cosiddetta “Legge Baccarini”), che promuoveva le ferrovie complementari.
- Apertura:
- Santhià–Borgomanero: Inaugurata il 16 gennaio 1905.
- Borgomanero–Arona: Aperta il 18 aprile 1905.
- Gestione: La linea era gestita originariamente dalla Società Ferrovia Biella–Novara, poi passata alle Ferrovie dello Stato nel 1961.
🏞️ Percorso
- Lunghezza: circa 65 km.
- Collega la pianura vercellese alla zona del Lago Maggiore.
- Principali stazioni: Santhià, Cavaglià, Cossato, Borgomanero, Arona.
- Incrocia altre linee come:
- la Biella–Novara,
- la Novara–Domodossola,
- e si collega con la Arona–Domodossola.
🚂 Importanza
- Nata come collegamento strategico tra l’entroterra e il Lago Maggiore.
- Utilizzata per il trasporto passeggeri e merci, soprattutto agricoli, industriali (tessile, riso, vino) e in alcuni casi militari.
⚠️ Declino e sospensione del servizio
- A partire dagli anni ’80-’90, il traffico ferroviario ha iniziato a calare.
- Le cause principali del declino:
- concorrenza del trasporto su gomma,
- mancanza di elettrificazione,
- scarsa manutenzione dell’infrastruttura,
- calo demografico e di utenza nelle zone servite.
❌ Sospensione
- Il servizio passeggeri è stato sospeso nel giugno 2012 da parte della Regione Piemonte.
- La linea non è formalmente soppressa, ma “sospesa”, quindi ancora potenzialmente riattivabile.
- Alcuni treni speciali o turistici hanno utilizzato la linea in occasioni sporadiche.
🔮 Prospettive future e attivismo locale
- Sono attivi comitati locali e associazioni che ne chiedono la riattivazione per:
- scopi turistici (es. treno storico per il Lago Maggiore),
- trasporto scolastico e pendolare,
- mobilità sostenibile.
- Tuttavia, i costi di riattivazione sono elevati, e al momento (2024-2025) non ci sono progetti concreti a breve termine per la riapertura completa.
📌 Curiosità
- La linea attraversa paesaggi agricoli e collinari molto suggestivi, ideali per un recupero in chiave turistica.
- Santhià è un importante snodo anche per la Torino–Milano, mentre Arona è una meta turistica affacciata sul Lago Maggiore.
⚙️ 2. Aspetti tecnici e strutturali
- Binario unico: tutta la linea è a binario unico non elettrificato.
- Segnalamento: era a blocco telefonico (sistema molto semplice, adatto a traffico ridotto).
- Ponti e viadotti: presenti alcuni manufatti interessanti, tra cui un ponte in pietra tra Roppolo e Zimone.
- Pendenza e curve: la linea ha alcuni tratti collinari tra Cavaglià e Borgomanero, con pendenze e curve ampie, ideali per treni lenti.
🧳 3. Vita quotidiana e usi locali
- Negli anni ’50 e ’60 la linea era affollata di pendolari, studenti e contadini.
- Era usata anche per portare la legna, il latte e altri prodotti agricoli.
- I casellanti spesso vivevano nelle case cantoniere a fianco della linea, e alcune famiglie ancora oggi abitano quegli edifici (molti dei quali in stato di abbandono).
📆 4. Anni ‘80-2000: i treni “fantasma”
- Negli ultimi decenni di esercizio, la linea era servita da poche coppie di treni giornalieri.
- Alcuni treni avevano orari disagevoli, con attese lunghe per le coincidenze, il che contribuì al calo dell’utenza.
- Veniva soprannominata da alcuni locali “la ferrovia dei fantasmi” per la scarsità di treni.
🚴♂️ 5. Proposte di riuso come ciclovia o ferrovia turistica
- Alcuni comuni lungo la linea, come Roppolo e Viverone, hanno proposto di trasformarla in greenway ciclabile o treno storico panoramico.
- Nel 2020 si è anche parlato di un recupero a scopo turistico (con treni d’epoca tipo “Littorina”), ma nessun progetto è stato finanziato.
- Alcuni tratti sono oggi percorsi a piedi da escursionisti e fotografi ferroviari.
🗺️ 6. La linea oggi (2025)
- La ferrovia è chiusa ma ancora visibile in gran parte del tracciato.
- I binari sono ancora presenti, anche se invasi da erba in molte tratte.
- Alcune stazioni, come Cavaglià e Roppolo, sono abbandonate ma in piedi.
- Le passerelle e i passaggi a livello sono stati in parte disattivati.
