La linea nacque con un obiettivo preciso: collegare due importanti città di pianura separate dal Po. Dopo i primi progetti degli anni ’60 dell’Ottocento, la costruzione si concretizzò negli anni ’30 del Novecento grazie all’interesse congiunto delle province e alle Ferrovie dello Stato.


Fu aperta al traffico nel 1933, con una lunghezza di circa 31 km. Il tratto più complesso era naturalmente il ponte sul Po, realizzato in ferro e inaugurato come una grande opera d’ingegneria dell’epoca.

Linea a binario unico, non elettrificata.

Tracciato in gran parte rettilineo, attraverso la campagna padana.

Scartamento ordinario (1435 mm).

VelocitĂ  massima sempre contenuta: intorno ai 90 km/h.

Il ponte sul Po:


Durante la Seconda guerra mondiale fu piĂą volte preso di mira dai bombardamenti alleati, essendo un punto strategico di collegamento tra Emilia e Lombardia. Dopo i danni bellici venne ricostruito, e ancora oggi rappresenta un tratto caratteristico della linea.

La linea dei “pendolari agricoli”:


Fino agli anni ’60 era molto utilizzata da braccianti e lavoratori agricoli che si spostavano giornalmente tra le due sponde del Po. In certi periodi dell’anno i treni erano gremiti di persone con attrezzi e ceste.

Curiosa rivalitĂ :


C’era un detto popolare: “Il treno per Cremona parte sempre quando tu arrivi”. I piacentini scherzavano sull’inaffidabilità della linea, famosa per qualche ritardo e lentezza nei collegamenti.

Uso turistico-ciclistico:


Negli ultimi anni, con la diffusione del cicloturismo, la linea è stata riscoperta perché consente di raggiungere facilmente percorsi lungo il Po, come la ciclabile che collega Cremona a Piacenza passando da borghi fluviali.