🛤️📏 Lunghezza Viaggio 28 km-h

🚂⚡Velocità media 25 -30 km/h

Questo perché il treno:

  • faceva molte fermate
  • attraversava diversi passaggi a livello
  • correva spesso vicino alla strada provinciale della Val Nure.

🚉 Fermate della linea 10 – 12

💰 Prezzo del biglietto dalle 120 alle 150 Lire

Com’era l’esperienza del viaggio

Un passeggero nel 1950 avrebbe trovato:

🚃 Automotrice diesel con circa 40-50 posti
🪑 sedili imbottiti ma semplici
🔥 stufa a carbone in inverno
🚪 porte manuali

Il treno era spesso frequentato da:

  • contadini che portavano prodotti al mercato di Piacenza
  • studenti diretti alle scuole cittadine
  • soldati di leva.

La linea ferroviaria Piacenza – Bettola, anche conosciuta come “la Littorina”, ferrovie dimenticate, ma carica di significato locale.

📚🚂  Storia

L’idea della Piacenza-Bettola nasce all’interno di un progetto promosso dalla Provincia di Piacenza nel 1928 che puntava a riorganizzare le tranvie extraurbane a vapore gestite dalla SIFT (Società Italiana Ferrovie e Tranvie). 

Si decise di trasformare alcune linee più trafficate in ferrovie elettriche a scartamento normale. 

Con Regio decreto 28 febbraio 1930 (n. 253) lo Stato concesse alla SIFT la trasformazione per diverse linee tra cui Piacenza-Bettola. 

I lavori effettivi iniziarono nel 1930. — 

Il progetto prevedeva un tracciato che sostituisse la precedente tranvia a vapore (aperta nel 1881-82) che collegava Piacenza con Bettola. 

La ferrovia elettrica fu inaugurata ufficialmente il 21 aprile 1932 ma l’effettivo esercizio passeggeri iniziò dopo, nel 1933, soprattutto perché la SIFT dovette affrontare difficoltà economiche, superate con l’intervento della Edison. 

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🛤️ Specifiche tecniche e percorso

La lunghezza: circa 32,7-33 km, in particolare la misura data è 32,731 km. 

Scartamento normale (1435 mm). 

Trazione elettrica, corrente continua a 3.000 V, alimentata da una sottostazione situata a Ponte dell’Olio. 

Caratteristiche del tracciato: quasi tutto a binario singolo, pendici medie circa 8,3‰, partenza da Piacenza (c.a. 53 m s.l.m.) fino a Bettola (c.a. 330 m). Velocità massima per i treni passeggeri intorno ai 90 km/h, i treni merci avevano limiti inferiori. 

🚂🛑 Vita e fine della linea

Durante la Seconda Guerra Mondiale la linea subì danni notevoli: ponti lesionati, stazioni colpite, interruzioni del servizio. 

Dopo la guerra il servizio venne ripristinato, ma le condizioni e la concorrenza crescente del trasporto su gomma resero sempre più ardua la gestione economica. 

Negli anni Sessanta si aprì la discussione sulla soppressione: già dal 1965 c’era un parere favorevole del Ministero dei Trasporti all’abolizione della linea. 

Le sostituzioni con autobus iniziarono nell’ottobre del 1966. La chiusura definitiva avvenne il 30 aprile 1967

Il soprannome “Littorina”. Non è raro, in Italia, che ferrovie leggere o elettromotrici particolari vengano definite “littorine”. In questo caso la denominazione è affettuosa e popolare per la Piacenza-Bettola. 

Colori e mezzi: le elettromotrici ordinate per la linea (dalle Officine Meccaniche Reggiane) erano chiamate “piacentine” o anche “le americane” per il loro aspetto, similitudini con modelli americani/metropolitane, e avevano una livrea distintiva (parte alta giallo paglierino, fascia centrale rosso-granata, parte inferiore grigio-marrone). 

Impatto sociale: la linea era molto usata da studenti e operai che dovevano spostarsi lungo la Val Nure per raggiungere scuole, fabbriche, industrie. Era un collegamento importante non solo per persone ma anche per merci. 

🚂🛑 Dopo la chiusura: cosa rimane e cosa è stato fatto

Il sedime in molti tratti è stato smantellato; in alcune parti è stato venduto a privati. 

In alcuni comuni, come Vigolzone, sono stati realizzati tratti di pista ciclopedonale lungo l’ex sedime. Per esempio tra Maiano e Villò. 

Il ponte in curva sul Nure è oggi un patrimonio architettonico segnalato, ma versa in parte in stato di abbandono. 

Ci sono state mostre commemorative, documentarie, che cercano di raccogliere dati, fotografie, testimonianze legate alla Littorina, come quella del novantesimo anniversario dell’inaugurazione. 

Ecco un quadro sintetico e tecnico della ferrovia Piacenza – Bettola, costruita tra il 1930 e il 1932 come sostituzione della precedente tranvia a vapore:

Lunghezza complessiva: 32,731 km

Scartamento: ordinario, 1435 mm

Binari: linea a binario unico con raddoppi di incrocio in alcune stazioni

Altimetria:

Quota di partenza: Piacenza, 53 m s.l.m.

Quota di arrivo: Bettola, 330 m s.l.m.

Dislivello complessivo: ~277 m

Pendenza massima: circa 18 ‰ (media 8,3 ‰)

Velocità massima: 90 km/h per i convogli passeggeri, 45–55 km/h per i merci

Raggi minimi di curvatura: 250 m (con alcune eccezioni più strette nella risalita del Nure)

🚂 Materiale rotabile

Elettromotrici costruite dalle Officine Meccaniche Reggiane, soprannominate “americane” per l’aspetto moderno:

Livrea: parte alta giallo paglierino, fascia rossa granata, parte bassa grigio-marrone

Velocità: fino a 90 km/h

Carrozze a carrelli leggere, derivate da modelli tranviari modernizzati

Locomotive elettriche leggere per i treni merci

🏗️ Opere notevoli

Ponte in curva sul torrente Nure a Ponte dell’Olio: progettato dall’ing. Arturo Danusso, in cemento armato, raro esempio italiano di ponte ferroviario in curva di quel periodo.

Tratti sopraelevati e muraglioni in uscita da Grazzano e nei pressi di Recesio.