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stazione di Carnia
🚆 Origini e apertura
La stazione di Carnia fu inaugurata il 18 dicembre 1876 con l’apertura della ferrovia da Gemona del Friuli verso Udine. All’origine era chiamata “Stazione per la Carnia” proprio perché doveva servire come snodo per l’accesso alla regione montana della Carnia.
📍 La stazione sorge nei pressi dell’abitato di Carnia, frazione del Comune di Venzone (UD), sulla storica linea oggi nota come Pontebbana – Udine/Tarvisio.
🏠 Il nome
- Fino al 1931 la stazione era ufficialmente denominata «Planis».
- Nel 1931 assunse la denominazione attuale «Carnia».
🚂 Ruolo e importanza
La stazione non era solo un punto ferroviario, ma un vero snodo per la Carnia:
- Metteva in collegamento ferroviario la regione carnica con i grandi centri della pianura friulana e del Nord Italia.
- Era anche un punto di interscambio con autobus verso le valli interne che la ferrovia non serviva direttamente.
🛤️ La diramazione verso Tolmezzo
Uno degli aspetti più interessanti della stazione è il raccordo ferroviario verso Tolmezzo, originariamente parte della linea Carnia – Villa Santina, aperta nel 1910 e gestita dalla Società Veneta Ferrovie.
👉 Questa linea fu importante perché collegava la Carnia più interna con la valle del Tagliamento e oltre. Tuttavia:
- La tratta principale venne chiusa nel 1967.
- Dopo il terremoto del 1976, per favorire il traffico merci, fu riaperta parzialmente fino a Tolmezzo il 5 giugno 1987 con un terminal merci costruito proprio accanto alla stazione di Carnia.
- In seguito, l’alluvione del 1998 rese la linea impraticabile, portando alla definitiva interruzione del servizio.
📌 Questo raccordo ferroviario e alcune infrastrutture correlate sono oggi vincolati come patrimonio storico di interesse culturale proprio per il loro valore testimoniale.
🏗️ Architettura e infrastrutture
Negli anni la stazione ha subito varie trasformazioni:
- Il fabbricato viaggiatori fu ricostruito dopo il terremoto del Friuli del 1976.
- Sul piano del ferro c’erano originariamente più binari di corsa e di scalo merci, con la tipica pensilina in stile Liberty sui marciapiedi.
📸 Eventi e curiosità recenti
- Nel 2020–2021 è stata ospitata una mostra storica dedicata ai 140 anni della Ferrovia Pontebbana, allestita proprio nella stazione di Carnia, con materiale d’epoca e fotografie che raccontano l’evoluzione della linea e del territorio.
- Nel dicembre 2023, la linea tra Carnia e Udine fu teatro di un principio d’incendio su una locomotiva di un treno in transito: il convoglio fu portato fino alla stazione per sicurezza, con blocco momentaneo della circolazione e intervento di vigili del fuoco e polizia ferroviaria.
🕰️ Curiosità storiche connesse
🔹 Durante il Secondo conflitto mondiale, la linea ferroviaria che passa per Carnia fu un’importante via di arrivo per convogli di truppe e rifornimenti, specie nel contesto delle operazioni militari nella zona dell’alto Friuli. La stazione di Carnia fu citata come principale località di smistamento ferroviario per i treni provenienti dalla direzione nord-est.
🚆 La situazione oggi
Oggi la stazione di Carnia è ancora attiva come fermata regionale sulla linea Udine–Tarvisio e serve sia treni che autobus integrati verso le valli interne. Mantiene biglietteria automatica, sala d’aspetto, servizi igienici e funge da importante punto di collegamento per tutta la Carnia.





stazione di Tolmezzo
🚉 Breve storia della stazione di Tolmezzo
La stazione ferroviaria di Tolmezzo fu inaugurata nel 1910 come capolinea della Ferrovia Carnia-Tolmezzo-Villa Santina, una linea concessa e costruita dalla Società Veneta per collegare la Carnia (e in particolare Tolmezzo) alla rete principale della Pontebbana nei pressi di Carnia (Venzone).
Era stata progettata con ambizioni più ampie: doveva essere parte di una trasversale alpina tra Veneto e Friuli, con collegamenti verso l’Impero austro-ungarico (via Pontebba).
📍 Dettagli essenziali
- Apertura: 9 maggio 1910.
- Linea principale: Carnia → Tolmezzo → Villa Santina (~19 km).
- Servizio passeggeri sospeso: 11 maggio 1960.
- Chiusura completa della linea: 1968 (poi qualche tentativo di uso merci).
🛤️ Le linee collegate e i loro ruoli
📌 Carnia–Tolmezzo–Villa Santina
Questa fu la linea principale, chiamata anche “ferrovia Carnica”. Passava attraverso ponti, viadotti e due gallerie, ed era strategicamente importante per l’accesso alla Carnia e al medio corso del Tagliamento.
Benché spesso si parli di “linea remota”, fu trafficata regolarmente fino agli anni ’60, con volumi significativi di passeggeri e merci.
📉 Declino e cambiamenti
Dal dopoguerra in poi, come molte linee minori italiane, la Carnica visse una lenta dismissione:
- Gli anni ’60 videro la fine dei treni passeggeri per Tolmezzo.
- Negli anni ’90 fu riaperta parzialmente come raccordo merci verso la zona industriale e cartaia di Tolmezzo, ma l’alluvione del 1998 ne rese difficile l’uso e la funzione finì nei primi anni 2000.
📌 Oggi il fabbricato viaggiatori
è in parte usato dal Comune, ma la linea non è più collegata alla rete principale e il sedime è in buona parte disarmato o adibito ad altri usi.
🧠 Aneddoti e particolarità
🏞️Un progetto mai realizzato
La Carnica non fu mai completata nella sua visione originaria: mancò il tratto di collegamento attraverso gli Alpi fino al Cadore e alla Val Pusteria. Ciò avrebbe fatto della stazione di Tolmezzo un nodo transalpino!
📜 Perché è importante la stazione di Tolmezzo?
✔️ È testimonianza dell’epoca pionieristica delle ferrovie alpine italiane.
✔️ Ha avuto funzione economica e militare, soprattutto durante la Grande Guerra.
✔️ La sua trasformazione riflette la storia dei trasporti italiani: dall’espansione ferroviaria al declino delle linee secondarie, fino al recente recupero culturale.





stazione di villa santina
🚂 1. Origini e apertura
La stazione di Villa Santina fu costruita ed aperta nel 1910 come capolinea della ferrovia Carnia-Tolmezzo-Villa Santina, una linea di 19 km pensata per collegare la Carnia (zona montana del Friuli) alla rete ferroviaria nazionale attraverso la Pontebbana. L’opera nacque grazie alle pressioni dei comuni carnici e in collaborazione con la Società Veneta di Padova, che ottenne la concessione di costruzione e gestione già nel 1906.
👉 Scopo principale: dare un trasporto stabile e moderno alle popolazioni locali e soprattutto fare arrivare legname e prodotti agricoli alla pianura e ai mercati più grandi, cosa che prima avveniva lentamente via strada o lungo i fiumi.
⚔️ Ruolo strategico nelle guerre
Durante la Prima Guerra Mondiale, la stazione e i binari assunsero un ruolo molto importante:
- Da Villa Santina partirono ferrovie militari a scartamento ridotto verso Ampezzo e Comeglians per esigenze belliche.
- I servizi ferroviari non erano solo civili, ma spesso legati al trasporto di materiali e di truppe verso il fronte.
Queste linee militari furono poi soppresse o riconvertite al termine della guerra.
🛤️ 3. Aneddoti di inaugurazione
📌 Inaugurazione sotto la pioggia: l’8 maggio 1910 la linea fu inaugurata con grande cerimonia nonostante una pioggia battente — evento che è rimasto nei racconti locali dell’epoca.
📌 Costruzione difficile: la realizzazione della ferrovia affrontò ingenti difficoltà tecniche, con gallerie e viadotti multipli in una zona montana e impervia.
🚂 4. Il traffico e la vita ferroviaria
Nel periodo tra le due guerre, la stazione di Villa Santina fu un punto nevralgico per:
- il traffico di persone tra la Carnia e la pianura;
- i treni merci che portavano legname e prodotti delle cartiere locali verso i nodi ferroviari maggiori.
🚫 5. Declino e chiusura
Negli anni ’50 e ’60 il trasporto su gomma (autobus e camion) cominciò a soppiantare il treno:
- Il servizio passeggeri fu soppresso già l’11 maggio 1960.
- Il servizio merci resistette fino al 23 novembre 1967, quando partì l’ultimo treno da Tolmezzo in direzione Carnia.
Nel 1968 la stazione fu ufficialmente chiusa e l’impianto fu disarmato; i binari furono rimossi e la stazione cessò di esistere come nodo attivo.
Da allora il traffico ferroviario nella zona non ha più ripreso.
🧱 Cosa resta oggi
📍 Edificio storico: il fabbricato viaggiatori della stazione di Villa Santina è ancora in piedi ed è in buono stato di conservazione, sebbene non vi transitino più treni.
🚂 Locomotiva commemorativa: davanti alla stazione è stata collocata la locomotiva 880.108 come simbolo del passato ferroviario della Carnia.
📌 Valorizzazione culturale: la ferrovia Carnica e gli edifici delle stazioni (incluso quello di Villa Santina) sono stati dichiarati di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, un riconoscimento dell’importanza storica dell’opera.
🤔 Curiosità e aneddoti locali
🧳 Gli ultimi anni: “si capiva che stava finendo”
Negli anni ’60, i ferrovieri di Villa Santina percepirono chiaramente il declino.
Un addetto al movimento disse:
«Arrivavano autobus nuovi, e noi avevamo gli stessi binari di quarant’anni prima.»
Negli ultimi mesi:
- i treni erano spesso mezzi vuoti,
- il personale veniva trasferito,
- le manutenzioni diminuivano.
L’ultimo treno merci fu salutato in silenzio, senza cerimonie.
«Non ci dissero che era l’ultimo. Ma lo sapevamo.»
❤️ Dopo la chiusura: l’orgoglio di essere stati ferrovieri
Molti ex ferrovieri di Villa Santina, anche decenni dopo, dicevano:
«Non abbiamo fatto solo viaggiare treni. Abbiamo tenuto unita la Carnia.»
Quando oggi passavano davanti all’edificio della stazione, indicavano:
- dove c’era il segnale,
- il punto del carico merci,
- la panchina dove si aspettava il treno del mattino.
La ferrovia era parte della loro identità.





