Ciao a tutti oggi andiamo alla scoperta di un luogo particolare

Lo sai che a Recoaro si trova un  bunker? Questo luogo è stato costruito durante il secondo conflitto mondiale. 

Ma cerchiamo di capire meglio.

Per otto mesi, tra l’autunno del ’44 e la primavera del ’45 l’esercito tedesco sulla Linea Gotica contrappose la X, la XIV Armata e l’Armata Liguria della RSI alla VIII Armata inglese e alla V Armata americana. Recoaro Terme a metà settembre del 1944 diventa sede del Comando Superiore Sud Ovest della Wehrmacht, e del Comando del Gruppo d’Armate C. Da questo Comando dipendeva tutta l’attività militare tedesca nel Nord Italia per contrastare gli Alleati sul fronte dell’Appennino tosco-emiliano. Alle Fonti Regie e nel centro cittadino si stabilirono tutti i comandi dell’Amministrazione militare, dell’Esercito, della Marina, dell’Aviazione e del Genio della Wehrmacht con i loro ufficiali superiori, soldati, ausiliari e addetti ai servizi. Fu scelto questo posto per 3 motivi principali: Recoaro Terme non è un obiettivo strategico, possiede un collegamento molto rapido con il Brennero passando per Campogrosso e perché la cittadina aveva un numero molto alto di edifici come alberghi, ville, ecc…, l’ideale per ospitare i 1500 soldati tedeschi. Proprio la presenza dell’Alto Comando tedesco spiega una concentrazione unica di rifugi antiaerei, in roccia o in superficie, comunemente chiamati bunker. Aveva inoltre un rapido collegamento con la pianura e un buon collegamento a nord sulla strada Schio-Rovereto. Il Comune di Recoaro Terme confina con il Trentino e quindi era adiacente al territorio del Reich. Il 17 maggio 1944 i Tedeschi iniziarono i lavori per il loro nuovo Quartier Generale. Il progetto prevedeva uffici, alloggi per i militari e rifugi antiaerei nell’area delle Fonti e nel centro cittadino. 

I militari occuparono i principali alberghi del centro, le scuole, tutte le ville signorili e tutti gli edifici delle Fonti Centrali. I rifugi antiaerei in galleria (Stollen) sono contraddistinti da lettere dell’alfabeto mentre per i bunker in superfice sono stati usati i numeri arabi. Tutte le gallerie furono scavate in roccia compatta che garantiva una buona sicurezza. Sulle pareti al grezzo sono ancora evidenti le tracce degli scalpelli e i fori dei martelli pneumatici a dimostrazione del largo impiego di esplosivi maneggiati sotto lo stretto controllo tedesco. La roccia demolita veniva allontanata dalle gallerie per mezzo di carrelli su rotaie. 

Le gallerie avevano sempre una leggera pendenza verso l’esterno per permettere l’allontanamento delle acque di infiltrazione.

Completato lo scavo si procedeva con la costruzione dei muri laterali in calcestruzzo o in sasso lavorato e malta. Alla base dei muri si creavano delle cunette in cemento lisciato per l’allontanamento delle acque. Sulla sommità dei muri laterali appoggiava una robusta volta in cemento armato o in mattoni. Gli ingressi erano sempre protetti da muri paraschegge in cemento, interni alla galleria o posti all’esterno sopra e di fronte all’apertura. Tutti i rifugi usufruivano almeno di due ingressi e spesso i corridoi di accesso erano dotati di porte in legno. In alcune gallerie sono ancora ben conservate mensole di ferro per ripiani utilizzabili anche come sostegno di apparecchiature. Le gallerie più importanti sono dotate di una stanza centrale particolarmente rinforzata. Ultimate le opere murarie, si procedeva con la posa dell’impianto elettrico realizzato con cavi gommati, rudimentali lampadari e interruttori all’ingresso. I fili elettrici erano fissati sulla superficie dei muri con fascette in alluminio. Tutto il materiale elettrico e tutto quanto poteva essere riutilizzabile, dalle porte ai mattoni, fu asportato durante il saccheggio seguito alla ritirata tedesca.

Ultimamente è stato realizzato un progetto che prevede il recupero museale di due rifugi in galleria, il Gaspari I e il Savoia. Il primo, utilizzato anche dagli abitanti di Recoaro, ospitava in caso di allarme il personale,  i militari e le ausiliarie per un totale di 150 persone. Il secondo, sufficiente per 240 persone, era riservato ai soldati del Genio e ai 200 soldati della sorveglianza. I manufatti sopra descritti non sono soltanto la testimonianza architettonica di un terribile periodo bellico, la loro unicità deriva soprattutto dalla rilevanza storica: essi furono infatti teatro delle fasi finali della Seconda Guerra Mondiale in Italia.I bunker  in questa zona furono oggetto di una pesante incursione aerea il 20 aprile 1945 quando 18 bombardieri americani decollati da Rimini sorvolarono Recoaro Terme e da 3000 metri sganciarono con incredibile precisione 135 bombe da 500 libre.  Il bombardamento aereo si concentrò esclusivamente sull’area delle Fonti Regie e distrusse la sede del Comando, le ville e gli alberghi dove alloggiavano gli ufficiali. I rifugi antiaerei resistettero alle esplosioni e la maggior parte dello Stato Maggiore si salvò all’interno del bunker del Comando. Riuniti nel bunker del Comando il 22 aprile del 1945 i più alti ufficiali delle Forze Armate tedesche. Solo dopo questa riunione, iniziata le 8 di sera e terminata solo alle 6 di mattina del giorno successivo, verrà deciso di chiedere la resa agli Alleati. Nel Quartier Generale alleato di Caserta il 29 aprile due ufficiali superiori delle SS firmarono la resa incondizionata. Con la capitolazione del Gruppo d’Armate tedesche, la prima in Europa, si pose fine alla Guerra in Italia. Non è certo esagerato affermare che i bunker tedeschi delle Fonti Regie di Recoaro Terme, usciti quasi indenni da un pesante bombardamento aereo e testimoni delle trattative di pace, siano a pieno titolo un importante sito storico della Seconda Guerra Mondiale. All’interno del bunker che è stato reso visitabile e recuperato a memoria di un tragico passato della storia dei nostri tempi