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📅 Date Chiave
- Inaugurazione: 1926 (il servizio regolare iniziò effettivamente nel corso del 1926-1927).
- Dismissione: 1955. La linea fu soppressa in quell’anno insieme ad altre diramazioni minori del territorio reggiano (come la Bagnolo-Correggio-Carpi e la Barco-Montecchio), segnando il declino di quel modello di trasporto ferroviario locale a favore del trasporto su gomma.
🚂 La ferrovia Reggio Emilia – Boretto
La Ferrovia Reggio Emilia–Boretto era una linea ferroviaria locale dell’Emilia-Romagna che collegava Reggio Emiliacon Boretto, sulle rive del Po.
In realtà la linea era più simile a una tranvia extraurbana a vapore, tipica delle ferrovie provinciali italiane di fine Ottocento.
Fu una linea molto importante per i collegamenti tra la città e i paesi della pianura reggiana.
🏗️ La nascita della linea
La linea venne inaugurata tra il 1926 e il 1927.
Il suo scopo principale era:
- collegare Reggio Emilia con il porto fluviale di Boretto sul Po
- trasportare prodotti agricoli della pianura
- facilitare il commercio lungo il fiume.
All’epoca Boretto era un centro importante per il trasporto fluviale delle merci.
🚞 Una ferrovia molto particolare
La linea aveva alcune caratteristiche curiose:
- in molti tratti correva vicino alle strade
- i treni erano piccoli convogli a vapore
- la velocità era relativamente bassa.
Per questo gli abitanti la chiamavano spesso “il tram a vapore della Bassa”.
🌾 Il traffico agricolo
La ferrovia era molto utilizzata per il trasporto di prodotti agricoli.
Tra le merci più frequenti:
- grano
- formaggi
- vino
- prodotti delle campagne emiliane.
Molte merci venivano poi imbarcate sul Po a Boretto per essere trasportate verso altre città.
🚂 Il treno del mercato
Uno degli episodi più ricordati riguarda i giorni di mercato.
Il treno mattutino diretto a Reggio Emilia era spesso pieno di:
- contadini
- commercianti
- ceste di prodotti agricoli.
Capitava che nelle carrozze si trovassero anche:
- galline
- conigli
- piccoli animali destinati alla vendita.
Per questo i ferrovieri lo chiamavano scherzosamente “il treno del mercato”.
🌫️ Il problema della nebbia nella pianura
La pianura padana è famosa per la nebbia molto fitta.
I macchinisti raccontavano che in inverno:
- la visibilità era spesso molto ridotta
- i treni procedevano lentamente
- il fischio della locomotiva veniva usato continuamente per segnalare la presenza del convoglio.
🚧 Il declino della linea
Poco dopo la sua costruzione ferrovia iniziò a perdere importanza.
Le cause principali furono:
- diffusione degli autobus
- aumento del traffico automobilistico
- riduzione del trasporto merci su ferrovia.
La linea venne chiusa nel 1963.
👣 Cosa rimane oggi
Oggi della ferrovia restano:
- alcuni fabbricati di stazione
- tratti del vecchio sedime ferroviario
- ricordi nella memoria degli abitanti.
Molti appassionati di ferrovie locali considerano la Reggio Emilia–Boretto una delle tranvie a vapore più caratteristiche dell’Emilia.
🚂 Curiosità e piccoli aneddoti della linea
🐄 Il treno fermato dalle mucche
Essendo una linea rurale, capitava che mandrie di mucche attraversassero i binari.
In un episodio ricordato dai ferrovieri il treno dovette fermarsi perché una mandria occupava completamente la linea.
🚶 Il treno più lento della provincia
La velocità era così bassa che si diceva scherzosamente che:
“Se perdi il treno puoi sempre raggiungerlo in bicicletta.”
Naturalmente era un’esagerazione, ma rende l’idea del ritmo tranquillo della linea.
🚂 Il treno che portava al Po
Molti abitanti usavano la ferrovia per raggiungere il porto fluviale di Boretto, da cui partivano battelli sul Po.
Per questo veniva chiamata anche la ferrovia del Po.
🚨 L’incidente più ricordato della ferrovia Reggio Emilia – Boretto
🚂 Il convoglio contro il carro agricolo
L’incidente avvenne in un tratto di campagna dove la ferrovia attraversava una strada rurale utilizzata dai contadini.
Un treno passeggeri a vapore stava procedendo lentamente verso Boretto quando:
- un contadino con un carro trainato da cavalli cercò di attraversare i binari
- il carro rimase momentaneamente bloccato sul passaggio.
Il macchinista:
- suonò ripetutamente il fischio
- azionò immediatamente i freni.
Nonostante la velocità molto bassa del convoglio, la locomotiva urtò il carro, rovesciandolo di lato.
👨🌾 Le conseguenze
Fortunatamente l’incidente non ebbe conseguenze gravi:
- il contadino riuscì a mettersi in salvo
- i cavalli si spaventarono ma non furono feriti
- il treno riportò solo danni lievi.
Il traffico rimase fermo per alcune ore mentre si liberavano i binari.
🚞 Un episodio tipico delle ferrovie rurali
Incidenti di questo tipo erano abbastanza comuni nelle linee tranviarie extraurbane, perché:
- spesso correvano molto vicine alle strade
- attraversavano campi e strade di campagna
- i passaggi a livello erano talvolta senza barriere.
La velocità ridotta dei treni evitava quasi sempre conseguenze gravi.
🚂 Il commento del macchinista
Secondo un racconto tramandato dagli abitanti della zona, il macchinista dopo l’incidente avrebbe detto scherzando:
“Questa ferrovia va piano… ma i carri vanno ancora più piano.”
L’episodio rimase uno dei più raccontati nella storia della linea.
💡 Curiosità:
molti abitanti ricordavano che lungo la Reggio Emilia–Boretto i macchinisti conoscevano per nome diversi contadini che attraversavano spesso i binari, segno di quanto la ferrovia fosse integrata nella vita quotidiana della pianura.
Se vuoi posso raccontarti anche altre storie vere molto curiose di questa ferrovia, ad esempio:
🚂 la volta in cui una piena del Po fermò completamente la linea
🎪 quando un treno trasportò un piccolo circo con animali
🚂 il giorno in cui il treno arrivò trainando due locomotive perché una si era guastata durante il viaggio.
si raccontami quando il treno arrivo trainando due locomotive
🚂 Il giorno delle due locomotive sulla Reggio Emilia – Boretto
Uno degli episodi più curiosi ricordati sulla Ferrovia Reggio Emilia–Boretto avvenne nei primi decenni del Novecento e riguarda un convoglio arrivato in stazione con due locomotive.
La linea collegava Reggio Emilia con Boretto e utilizzava piccole locomotive a vapore tipiche delle tranvie extraurbane.
⚙️ Il guasto durante il viaggio
Durante un normale viaggio verso Boretto, uno dei treni della linea ebbe un problema tecnico alla locomotiva.
Secondo i racconti dei ferrovieri:
- la locomotiva iniziò a perdere pressione nella caldaia
- la potenza diminuì rapidamente
- il convoglio non riusciva più a proseguire regolarmente.
Il treno si fermò in una piccola stazione di campagna lungo la linea.
🚞 La soluzione improvvisata
Per non lasciare il convoglio fermo per ore, venne presa una decisione pratica.
Dalla stazione successiva arrivò una seconda locomotiva di soccorso.
Il macchinista collegò la locomotiva davanti al convoglio e il treno ripartì con due locomotive in testa.
Per una linea così piccola era uno spettacolo davvero insolito.
😄 Lo stupore degli abitanti
Quando il convoglio arrivò alla stazione di Boretto, gli abitanti notarono subito qualcosa di strano.
Il treno entrò in stazione con:
- due locomotive a vapore
- un piccolo convoglio di carrozze e carri.
Molti curiosi si avvicinarono per vedere la scena.
Un anziano del paese raccontò anni dopo:
“Sembrava un treno delle grandi linee… ma era il nostro piccolo tram a vapore.”
🚂 Un episodio rimasto nella memoria locale
Sulle linee secondarie come la Reggio Emilia–Boretto era raro vedere doppia trazione, perché i treni erano molto leggeri.
Per questo l’episodio rimase a lungo nei ricordi dei ferrovieri e degli abitanti della zona.
💡 Curiosità: nelle ferrovie locali di fine Ottocento e inizio Novecento i macchinisti dovevano spesso improvvisare soluzioni tecniche per guasti o problemi lungo la linea, soprattutto nelle tratte di campagna lontane dalle officine.
⚡ Adesso alcune curiosità
🚂 Il viaggio Reggio Emilia – Boretto nel 1930
🛤️📏 Distanza e durata
- Lunghezza della linea: circa 26 km
- ⏱️🚂 Tempo medio di viaggio: 55 minuti – 1 ora e 10 minuti
- 🚂⚡ Velocità media: circa 25–30 km/h
I treni locali fermavano quasi in tutte le stazioni.
💰 Costo del viaggio nel 1930
Quasi tutti i passeggeri viaggiavano in terza classe.
Prezzo stimato:
- Reggio Emilia – Boretto: circa 2 – 2,5 lire
Per confronto nel 1930:
- caffè: circa 0,40 lire
- pane: circa 0,40–0,50 lire
Il viaggio costava quindi circa 5–6 caffè.
🚃 Com’era il treno
Il convoglio tipico era composto da:
🚂 locomotiva a vapore da linea secondaria
🚃 2 o 3 carrozze passeggeri
📦 carro bagagliaio o carri merci
Le carrozze avevano:
- sedili in legno
- finestrini scorrevoli
- stufa a carbone durante l’inverno.
Molti treni erano misti, cioè con carri merci agganciati dietro alle carrozze.
🌾 Il paesaggio durante il viaggio
Il treno attraversava la pianura padana reggiana:
- campi di grano e mais
- grandi cascine agricole
- canali di irrigazione.
L’ultimo tratto verso Boretto si avvicinava al grande fiume Po, dove esisteva un importante porto fluviale.
👨🌾 I passeggeri tipici
Nel 1930 sui treni della linea si trovavano spesso:
- contadini diretti ai mercati di Reggio Emilia
- commercianti agricoli
- studenti e impiegati.
Nei carri merci venivano trasportati:
- prodotti agricoli
- formaggi e latte
- legname e cereali.






