📜 Cenni storici

La fermata di San Donnino–Nizzola venne realizzata per servire due piccoli nuclei rurali: San Donnino della Nizzola (oggi frazione del comune di Spilamberto) e la vicina zona agricola lungo la via Vignolese.

La stazione vide un discreto movimento fino al dopoguerra: era frequentata da contadini, studenti e piccoli commercianti che si spostavano a Modena o Vignola.

🏚 Stato attuale

Il fabbricato viaggiatori di San Donnino–Nizzola è ancora esistente ma in stato di abbandono,

📌 Curiosità e aneddoti

Fermata “doppio nome”: l’intitolazione “San Donnino–Nizzola” era insolita per una piccola fermata; serviva a indicare chiaramente che la stazione si trovava a metà tra le due borgate, per non “scontentare” nessuna delle comunità locali.

La stazione dei carretti: negli anni ’40 e ’50 non era raro vedere carri agricoli che portavano uva e frutta fino al piazzale della fermata, per poi caricarla sui vagoni diretti verso i mercati di Modena.

📜 Cenni storici

La stazione di San Lorenzo e San Vito, serviva le frazioni dell’area di Castelnuovo Rangone.

Inizialmente dotata di un semplice fabbricato viaggiatori con banchina e piccolo magazzino merci, era destinata soprattutto al traffico agricolo (ortaggi, uva, frutta).

Negli anni ’30, come il resto della linea, la stazione fu convertita a scartamento ordinario (1435 mm) e dotata di impianti più moderni.

Fu attiva fino al 1969, quando venne chiuso definitivamente il servizio passeggeri sulla Modena–Vignola.

📌 Curiosità e aneddoti

Una fermata “a due nomi”: come accadde per San Donnino–Nizzola, anche qui il doppio toponimo serviva a “mettere d’accordo” le due frazioni vicine, che non volevano sentirsi trascurate.

Lungo la linea ferroviaria