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🚉 La stazione di Reggio Emilia
La stazione ferroviaria principale di Reggio Emilia è una delle più importanti dell’Emilia centrale e ha accompagnato tutta la trasformazione della città da centro agricolo a nodo industriale. La sua storia inizia nella grande stagione delle ferrovie italiane dell’Ottocento.
📜 La nascita della stazione (1859)
La stazione venne inaugurata nel 1859 con l’apertura della ferrovia tra Bologna e Piacenza, parte della futura grande linea Milano–Bologna.
Questa ferrovia era costruita dalla Società delle Strade Ferrate dell’Alta Italia, che stava realizzando la principale dorsale ferroviaria della Pianura Padana.
All’epoca Reggio Emilia era ancora una città di circa 40.000 abitanti e la ferrovia rappresentò una vera rivoluzione:
🚂 merci agricole spedite verso Milano
📦 arrivo di prodotti industriali
👨💼 collegamenti più rapidi con le grandi città
La stazione fu costruita appena fuori dalle mura cittadine, come avveniva spesso nelle città italiane dell’epoca.
🏛️ Com’era la stazione nell’Ottocento
L’edificio originario aveva l’aspetto tipico delle stazioni della linea Milano–Bologna:
- edificio simmetrico in stile austro-padano
- corpo centrale con orologio
- due ali laterali per uffici e sala d’attesa
- tettoie in ferro sui binari
Davanti alla stazione c’era uno spazio per:
🐎 carrozze
🚚 carri agricoli
🚶 viaggiatori a piedi dalla città
Nel XIX secolo la ferrovia diventò il principale punto di accesso alla città.
🚂 L’arrivo delle linee secondarie
Con l’inizio del Novecento la stazione divenne ancora più importante grazie alle ferrovie locali.
Tra queste:
- la linea Ferrovia Reggio Emilia–Ciano d’Enza verso le colline
- la Ferrovia Reggio Emilia–Guastalla verso la bassa
- la Ferrovia Reggio Emilia–Boretto
Queste linee non partivano sempre dalla stazione principale ma gravitavano attorno al sistema ferroviario cittadino.
Reggio diventò così un vero nodo ferroviario provinciale.
⚠️ Un episodio della Seconda guerra mondiale
Durante la Seconda guerra mondiale la stazione fu un punto strategico per i trasporti militari.
Nel 1944 lo scalo ferroviario di Reggio Emilia fu bombardato dagli Alleati perché utilizzato dai tedeschi per i convogli militari.
I bombardamenti danneggiarono:
- alcuni binari
- magazzini merci
- edifici ferroviari
Dopo la guerra la stazione fu rapidamente ricostruita.
😄 Curiosità e piccoli aneddoti
🚲 La stazione delle biciclette
Per decenni Reggio Emilia era famosa per le migliaia di biciclette parcheggiate davanti alla stazione.
Molti pendolari arrivavano pedalando dai paesi vicini.
🧀 Il traffico del Parmigiano
Nei primi decenni del Novecento dalla stazione partivano grandi spedizioni di forme di Parmigiano Reggiano dirette verso Milano e Torino.
I carri merci spesso profumavano letteralmente di formaggio.
🚂 Il treno dei soldati
Durante le guerre mondiali la stazione vedeva passare lunghi convogli militari.
I cittadini spesso portavano:
🍞 pane
🍎 frutta
🍷 vino
ai soldati che partivano per il fronte.
🌆 La stazione oggi
Oggi la stazione rimane una delle principali della linea storica tra:
- Milano
- Bologna
In città esiste anche la moderna stazione AV:
🚄 Reggio Emilia AV Mediopadana
progettata dall’architetto Santiago Calatrava, famosa per la struttura bianca ondulata.



Stazione di Reggio santa Croce
Quando nacque la stazione
La stazione di Reggio Santa Croce nacque nel contesto della costruzione delle ferrovie reggiane in concessione, ed ebbe un ruolo importante perché serviva insieme la nuova linea per Boretto e quella per Guastalla. L’apertura viene normalmente indicata nel 1926, anno dell’inaugurazione ufficiale della linea, mentre l’esercizio regolare sulla Reggio–Boretto partì nel 1927.
Perché fu costruita
La Reggio Emilia–Boretto era stata pensata già dalla fine dell’Ottocento per collegare meglio la città con la bassa reggiana e con il territorio rivierasco del Po, in una zona dove si discuteva molto anche sul ruolo di Boretto o Brescellocome terminale strategico verso il traffico fluviale. La stazione di Reggio, quindi, non era solo una fermata urbana: era la porta ferroviaria della pianura nord-occidentale reggiana.
Com’era la stazione
Non era la grande stazione FS di piazzale Marconi, ma un impianto più legato alle ferrovie locali reggiane, con un’atmosfera molto più “di provincia operosa” che di grande nodo nazionale. Proprio Santa Croce, oltre ai binari viaggiatori, era legata anche al mondo dei depositi e dell’esercizio delle linee locali reggiane, e ancora oggi il sito ferroviario conserva questa identità storica.
Un episodio storico curioso
L’episodio più noto è l’inaugurazione del 30 ottobre 1926, quando da Reggio Emilia partì il convoglio inaugurale con Benito Mussolini, che si fermò a Castelnovo di Sotto per la cerimonia ufficiale. Questo dà l’idea di quanto, almeno simbolicamente, la linea fosse considerata importante per il territorio.
Vita quotidiana in stazione 🚉
La parte più affascinante, secondo me, è immaginare la vita quotidiana di Santa Croce negli anni tra le due guerre e nel dopoguerra:
🚶 pendolari e studenti partivano verso Reggio o rientravano dai paesi della bassa;
🧺 contadini, piccoli commercianti e ambulanti usavano il treno per raggiungere il mercato cittadino;
📦 c’era anche un movimento di piccole merci, legato a un’economia ancora molto agricola;
👨🔧 il personale della stazione e dei servizi ferroviari locali viveva un ambiente molto più familiare rispetto a quello delle grandi stazioni statali.
Non è una ricostruzione romanzata: il carattere locale della linea, con fermate in centri agricoli e servizio di collegamento territoriale, rende molto plausibile una quotidianità fatta di viaggi brevi, rapporti abituali fra ferroviere e viaggiatori, e un forte uso sociale del treno. Questa è un’inferenza storica basata sulla funzione della linea e sulla natura delle località servite.
Curiosità interessanti
Una curiosità molto bella è che la stazione di Santa Croce, nata anche per la Reggio–Boretto, non è scomparsa con la chiusura della linea: ha continuato a vivere grazie all’altra direttrice, quella per Guastalla, e per questo rappresenta oggi una sorta di testimone sopravvissuto della vecchia ferrovia per Boretto.
Un’altra curiosità è che la Reggio–Boretto ebbe una vita piuttosto breve: meno di trent’anni, con chiusura nel 1955. Per questo la stazione di Reggio legata a quella linea ebbe una fase intensa ma relativamente corta, diventando poi soprattutto stazione della linea per Guastalla.
Un piccolo ritratto d’epoca ✨
Se tu fossi arrivato a Reggio Santa Croce attorno agli anni Trenta, avresti trovato un ambiente molto diverso dalla stazione principale di Reggio Emilia:
meno viaggiatori “di lungo corso”,
più volti conosciuti,
più accento reggiano,
più biciclette, sporte, pacchi e vita di quartiere. 🚲🧳
Era il classico capolinea di una ferrovia locale: utile, concreta, quotidiana.



🚉 La stazione di Cadelbosco Sopra
📜 La nascita della stazione
La stazione venne costruita insieme alla linea ferroviaria.
- 🚂 1926 – inaugurazione ufficiale della ferrovia
- 🚆 1927 – avvio dell’esercizio regolare dei treni
Il progetto della linea nacque con un obiettivo molto concreto:
collegare la città di Reggio Emilia con i centri agricoli della pianura e con il traffico fluviale del Po.
Cadelbosco Sopra si trovava in una posizione strategica perché serviva diversi paesi della zona:
- Cadelbosco di Sopra
- Cadelbosco di Sotto
- frazioni rurali della pianura circostante
Per molti abitanti fu la prima vera possibilità di viaggiare rapidamente verso la città.
🏠 Com’era la stazione
La stazione aveva caratteristiche tipiche delle ferrovie locali emiliane:
- piccolo fabbricato viaggiatori a due piani
- sala d’attesa e biglietteria al piano terra
- abitazione del capostazione al piano superiore
- un binario di incrocio
- magazzino merci per prodotti agricoli
Davanti alla stazione spesso c’erano:
🚲 molte biciclette
🐎 carri agricoli
🚜 (più tardi) piccoli trattori
Era un luogo semplice ma molto vivo.
👨🌾 La vita quotidiana alla stazione
Negli anni tra il 1927 e il 1950 la stazione era frequentata soprattutto da:
- contadini
- commercianti
- studenti
- piccoli artigiani
Ogni mattina partivano viaggiatori diretti a Reggio Emilia per:
🏫 scuola
🛒 mercato
🏢 uffici
Il treno diventò una vera abitudine quotidiana.
Molti arrivavano con la bicicletta, la appoggiavano vicino alla stazione e partivano per la città.
📦 Il traffico merci
La stazione era molto utilizzata anche per le merci.
I carri trasportavano soprattutto:
🌾 grano
🌽 granoturco
🧀 formaggi
🥛 latte destinato ai caseifici
🪵 legname
In certi periodi dell’anno i binari merci erano pieni di carri agricoli.
😄 Aneddoti e curiosità locali
🐓 Il treno degli animali
Una scena abbastanza comune negli anni ’30:
i contadini salivano sul treno con gabbie di polli o conigli diretti al mercato di Reggio.
Non era raro sentire il vagone pieno di:
🐔 chicchirichì
🐇 rumori delle gabbie
Era una ferrovia davvero legata alla vita rurale.
🧺 Il mercato del mattino
Il treno del mattino era chiamato informalmente “il treno del mercato”.
Arrivavano alla stazione persone con:
🧺 uova
🥬 verdure
🧀 formaggi
destinati ai mercati di Reggio Emilia.
Spesso la banchina sembrava quasi un piccolo mercato contadino.
⚠️ Il declino della linea
Dopo la Seconda guerra mondiale il traffico iniziò a diminuire.
I motivi principali furono:
🚍 sviluppo degli autobus
🚗 aumento delle automobili
🚚 trasporto merci su camion
La ferrovia Reggio Emilia–Boretto chiuse nel 1955.
Con la chiusura cessò anche l’attività della stazione di Cadelbosco Sopra.
🌾 Dopo la ferrovia
Dopo la dismissione:
- i binari furono rimossi
- alcuni edifici ferroviari cambiarono uso
- il tracciato in parte divenne strada o campagna
Oggi la ferrovia sopravvive soprattutto nella memoria storica del territorio.
✨ Immagina una mattina del 1935 a Cadelbosco Sopra
Nebbia sulla pianura.
Qualche contadino arriva in bicicletta.
La locomotiva sbuffa lentamente.
Il capostazione alza la paletta verde.
🚂 Il piccolo treno parte verso Reggio Emilia attraversando i campi della bassa.


🚉 La stazione di Castelnovo di Sotto
📜 La nascita della stazione
La stazione nacque insieme alla linea ferroviaria.
- 🚂 30 ottobre 1926 – inaugurazione ufficiale della ferrovia
- 🚆 1927 – inizio dell’esercizio regolare dei treni
Castelnovo di Sotto fu scelta come una delle fermate principali della linea, perché il paese era già allora uno dei centri più popolosi della bassa reggiana.
Durante l’inaugurazione della ferrovia la stazione ebbe anche un ruolo simbolico importante: proprio qui si svolse una delle principali cerimonie ufficiali della nuova linea.
🏠 Com’era la stazione
La stazione aveva la tipica architettura delle ferrovie locali emiliane degli anni ’20:
- fabbricato viaggiatori a due piani
- biglietteria e sala d’attesa al piano terra
- alloggio del capostazione al piano superiore
- binario di incrocio per permettere l’incontro dei treni
- piccolo magazzino merci
Davanti alla stazione si trovavano spesso:
🚲 decine di biciclette
🐎 carri agricoli
🧺 contadini con ceste
Era una stazione semplice ma molto frequentata.
📦 Il traffico merci
Castelnovo di Sotto aveva anche un discreto traffico merci.
Dalla stazione partivano:
🌾 grano
🌽 granoturco
🧀 Parmigiano Reggiano
🥛 latte per i caseifici
🪵 legname
Il piccolo scalo merci serviva le aziende agricole della zona.
Durante la stagione del raccolto i carri merci erano spesso pieni.
😄 Aneddoti curiosi
🎉 La grande festa dell’inaugurazione
Quando la ferrovia fu inaugurata nel 1926, Castelnovo di Sotto organizzò una vera festa.
La banda del paese suonò vicino alla stazione e la popolazione accolse il treno inaugurale con bandiere e curiosità.
Per molti abitanti era la prima volta che vedevano un treno da vicino.
🐔 I vagoni rumorosi
Spesso i contadini viaggiavano con:
🐓 polli
🐇 conigli
🧺 ceste di uova
diretti ai mercati cittadini.
I macchinisti scherzavano dicendo che alcune carrozze sembravano più una fattoria che un treno.
🌾 Dopo la ferrovia
Dopo la dismissione della linea:
- i binari furono rimossi
- parte del tracciato divenne strada o campagna
- l’edificio della stazione cambiò destinazione
Oggi la ferrovia è ricordata soprattutto nella memoria storica del territorio.
🚂 1. Il treno fermato dalle oche (Castelnovo di Sotto, anni ’30)
Un episodio raccontato da vecchi ferrovieri della linea riguarda una scena molto tipica della pianura.
Negli anni ’30 il treno proveniente da Reggio Emilia stava entrando lentamente nella stazione di Castelnovo di Sotto quando il macchinista fu costretto a fermarsi completamente.
Sui binari stava attraversando un grande stormo di oche guidato da un contadino che le portava verso un campo vicino.
Il problema fu che:
🪿 le oche non avevano alcuna intenzione di spostarsi
🚂 il treno non poteva avanzare
👨🌾 il contadino cercava di spingerle via con un bastone
Dopo qualche minuto di risate dei passeggeri, il macchinista scese dalla locomotiva e aiutò a liberare il binario.
Il treno ripartì con circa 10 minuti di ritardo, tra le battute dei viaggiatori.
🧀 3. Il carro merci che profumava tutta la stazione
Il traffico merci della linea era molto legato ai prodotti agricoli della pianura.
Una volta, negli anni ’40, un carro merci carico di forme di Parmigiano Reggiano partì da un caseificio della zona di Poviglio.
Durante una manovra brusca vicino a Reggio:
🧀 alcune forme rotolarono
📦 una cassa si aprì
👃 tutta la zona della stazione si riempì di odore di formaggio
I ferrovieri raccontavano che per ore la stazione “profumò” di Parmigiano.
🐓 4. Il vagone pieno di animali
Un’altra scena molto comune sulla linea.
Nei giorni di mercato molti contadini salivano sul treno con:
🐓 galline
🐇 conigli
🧺 ceste di uova
diretti ai mercati di Reggio Emilia.
Capitava che alcune galline scappassero dalle gabbie e iniziassero a correre nella carrozza.
Una volta il capotreno dovette inseguire una gallina lungo tutto il vagone tra le risate dei viaggiatori.
🚂 Un ricordo dei ferrovieri
Molti macchinisti dicevano che la linea Reggio–Boretto non era una ferrovia qualunque.
Era:
- lenta
- rurale
- piena di vita quotidiana
Ma proprio per questo era molto amata dagli abitanti della bassa reggiana.
Quando la linea chiuse nel 1955, molti paesi sentirono davvero di aver perso qualcosa.



🚉 La stazione di Boretto
📜 La nascita della stazione
La stazione nacque insieme alla linea ferroviaria.
- 🚂 30 ottobre 1926 – inaugurazione ufficiale della ferrovia
- 🚆 1927 – avvio del servizio regolare
La scelta di Boretto non fu casuale: il paese possedeva uno dei porti fluviali più attivi del Po.
L’idea era molto ambiziosa:
creare un collegamento tra
🚂 ferrovia
🚢 navigazione sul Po
🌾 economia agricola della bassa reggiana.
In teoria le merci potevano arrivare in treno da Reggio e proseguire poi via fiume verso Mantova o Venezia.
🏠 Com’era la stazione
Essendo il capolinea della linea, la stazione di Boretto era più grande delle altre fermate.
Aveva:
- fabbricato viaggiatori a due piani
- più binari di stazionamento
- un piccolo deposito locomotive
- magazzino merci
- area per carico e scarico dei carri
Vicino alla stazione passavano carri diretti verso il porto sul Po.
Era una piccola ma vera porta ferroviaria del fiume.
🚢 Il legame con il porto fluviale
Boretto era uno dei principali punti di navigazione del Po.
Per questo la ferrovia serviva molto per il traffico merci:
📦 cereali
🪵 legname
🧀 formaggi
🌽 granoturco
Alcune merci venivano trasferite:
🚂 dal treno
➡️
🚢 alle barche fluviali.
Questo sistema però non raggiunse mai il successo sperato.
👨🌾 Vita quotidiana alla stazione
Negli anni ’30 la stazione era molto animata.
I treni arrivavano da Reggio con:
- pendolari
- commercianti
- contadini
- viaggiatori diretti al Po
Molte persone arrivavano al treno:
🚲 in bicicletta
🐎 con carri agricoli
🚶 a piedi dalle campagne
Il treno era il modo più veloce per raggiungere la città.
😄 Aneddoti curiosi
🎣 Il treno dei pescatori
In estate alcuni abitanti di Reggio prendevano il treno fino a Boretto per andare a pescare sul Po.
Scendevano alla stazione con:
🎣 canne da pesca
🧺 cestini
🍷 bottiglie di vino
Il capotreno scherzava dicendo che il ritorno serale era sempre più rumoroso dell’andata.
🌊 L’allagamento dei binari
La zona vicino al Po era soggetta a piene.
Durante una piena negli anni ’40 si racconta che l’acqua arrivò molto vicino alla stazione.
Per sicurezza i treni rallentavano molto negli ultimi chilometri.
Era uno dei problemi tipici delle ferrovie costruite nelle pianure fluviali.
🚂 L’ultima corsa del 1955
Quando la linea fu chiusa nel 1955, l’ultimo treno partito da Boretto fu accompagnato da molti curiosi.
Alcuni abitanti vennero alla stazione solo per vedere passare l’ultimo convoglio.
Per molti era la fine di un pezzo di vita quotidiana.
🌾 Dopo la chiusura
Dopo la dismissione:
- i binari furono smantellati
- alcuni edifici ferroviari cambiarono uso
- il tracciato in parte divenne strada o campagna
Oggi la ferrovia sopravvive soprattutto nella memoria storica della bassa reggiana.
✨ Una scena del 1934
Immagina un pomeriggio d’estate.
Il sole illumina la pianura.
Il treno proveniente da Reggio Emilia entra lentamente nella stazione.
🚂 vapore della locomotiva
🚲 biciclette appoggiate al muro
🎣 pescatori diretti al Po
Per qualche minuto la piccola stazione di Boretto diventa il punto d’incontro tra città, campagna e fiume.


