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💡🚂 Curiosità della Linea Motta di Livenza – San Vito al Tagliamento nel 1930
🕘 Durata 45 Minuti – 55 min
🛤️📏 Lunghezza Viaggio 23 km
🚂⚡ Velocità media 25 -30 km-h
La velocità era modesta perché il treno effettuava molte fermate e spesso incrociava carri merci.
🚉 Fermate della linea 7
💰Prezzo del biglietto 1,8 Lire 2,5 Lire
🚃 Com’era il treno
Il convoglio tipico era composto da:
🚂 locomotiva a vapore da linea secondaria
🚃 2 o 3 carrozze passeggeri a due assi
📦 carro bagagliaio o carri merci
All’interno delle carrozze:
- sedili in legno
- finestrini scorrevoli
- stufa a carbone per l’inverno.
Molti treni erano misti, con carri agricoli agganciati dietro alle carrozze.
👨🌾 I passeggeri tipici
Nel 1930 i viaggiatori erano soprattutto:
contadini diretti ai mercati
- commercianti di vino e cereali
- studenti.
Spesso nelle carrozze si trovavano:
- ceste di polli
- sacchi di grano
- damigiane di vino.
📐🛤️ La Ferrovia San Vito al Tagliamento–Motta di Livenza
(spesso chiamata anche Motta–San Vito) è una piccola linea ferroviaria oggi scomparsa ma molto interessante dal punto di vista storico. Era una linea secondaria di pianura lunga circa 26,9 km, a binario unico non elettrificato, che collegava la Motta di Livenza sulla linea Treviso–Portogruaro con San Vito al Tagliamento sulla Casarsa–Portogruaro.
📚🚂 Storia della linea. Storia della ferrovia Motta di Livenza – San Vito al Tagliamento
La linea fu inaugurata il 30 giugno 1913 e nacque con uno scopo molto preciso: militare.
Lo Stato Maggiore italiano voleva una ferrovia che permettesse di spostare rapidamente truppe lungo la destra del Tagliamento, vicino al confine con l’Impero austro-ungarico.
In pratica era una linea strategica di collegamento trasversale tra Veneto orientale e Friuli.
Attraversava una zona agricola con piccole fermate:
- Motta di Livenza
- Annone Veneto
- Pravisdomini
- Chions
- Sesto al Reghena
- San Vito al Tagliamento
Molte di queste stazioni erano piccole, con fabbricati viaggiatori, caselli e magazzini merci per il trasporto di prodotti agricoli (vino, granaglie, bestiame).
📉🚂 Il Declino
Negli anni ’50 la linea era già poco frequentata e nel 1967 venne chiusa al traffico passeggeri, mentre alcuni treni merci continuarono ancora per qualche tempo.
La situazione peggiorò dopo la grande alluvione del 1966, che danneggiò infrastrutture e rese antieconomico il ripristino completo della linea.
Gli ultimi traffici merci cessarono negli anni 70-80 e la linea fu definitivamente soppressa nel 1987.
💡🚂 Aneddoti curiosi e fatti realmente accaduti
1️⃣ La fermata ottenuta “per protesta”
Un episodio curioso riguarda la stazione di Pravisdomini.
All’inizio non era prevista nel progetto della ferrovia.
Il paese però protestò con forza: il sindaco e gli abitanti fecero pressioni politiche e raccolsero firme.
Alla fine le Ferrovie cedettero e la fermata fu costruita e inaugurata insieme alla linea nel 1913.
È un classico esempio di come, nelle ferrovie secondarie italiane, la politica locale influenzasse il tracciato.
2️⃣ Le littorine incendiate nel 1945
Uno degli episodi più drammatici avvenne verso la fine della Seconda guerra mondiale.
Il 9 aprile 1945 la stazione di Sesto al Reghena fu colpita da bombe a scoppio ritardato lanciate dagli aerei.
Nel bombardamento:
- due persone rimasero ferite
- quattro automotrici ALn 556 (le “littorine”) furono incendiate.
Le littorine erano destinate alla Germania e vennero distrutte mentre si trovavano in sosta nello scalo.
3️⃣ I serbatoi d’acqua per i treni
Presso la fermata di Pravisdomini esisteva un piccolo impianto molto insolito.
Nel 1919 furono costruiti due grandi serbatoi alimentati da pozzi artesiani per rifornire i treni di acqua.
Questo era necessario perché:
- la linea era isolata
- molte locomotive a vapore dovevano fare rifornimento a metà percorso.
Gli abitanti ricordano ancora le colonne idrauliche accanto al binario.
4️⃣ La linea “fantasma” rimasta armata per decenni
Dopo la chiusura, la linea rimase per molti anni ancora con i binari intatti.
Per questo tra gli appassionati era famosa come una ferrovia fantasma:
- niente treni
- stazioni abbandonate
- ma binari ancora presenti nella campagna.
Solo nel 2022 le rotaie sono state definitivamente rimosse.
5️⃣ Il ponte della guerra sul Tagliamento
Vicino a San Vito esisteva anche un ponte militare provvisorio in legno costruito durante la Prima guerra mondiale.
Durante la ritirata dopo la Battaglia di Caporetto, alcuni ponti ferroviari furono fatti saltare per rallentare l’avanzata nemica.
Ancora oggi nel greto del fiume Tagliamento si vedono resti dei pali in legno del ponte.
⚠️🚂 Sulla piccola ferrovia
Ferrovia San Vito al Tagliamento–Motta di Livenza gli incidenti gravi furono rarissimi. Era una linea tranquilla, con pochi treni e velocità modeste. Tuttavia nella memoria locale si ricordano alcuni episodi particolari.
🚂💥 L’incidente ferroviario più grave della linea Motta – San Vito
La ferrovia tra Motta di Livenza e San Vito al Tagliamento era considerata una linea molto tranquilla.
I treni erano pochi, l’andatura lenta e il traffico quasi tutto locale. Proprio per questo gli incidenti furono rarissimi.
Tra i ferrovieri della linea si ricordava però un episodio avvenuto negli anni ’30, considerato il più serio incidente della sua storia.
⚠️ Il deragliamento vicino a Pravisdomini
L’episodio avvenne in un tratto di campagna tra Pravisdomini e Annone Veneto, una zona molto pianeggiante ma soggetta a terreni molli e allagamenti.
Una mattina d’autunno un treno misto (con carrozze passeggeri e alcuni carri merci) partì da Motta diretto verso San Vito.
Il convoglio era composto da:
- una piccola locomotiva a vapore
- 2 carrozze passeggeri
- alcuni carri con prodotti agricoli.
Durante la notte precedente aveva piovuto molto e l’acqua aveva indebolito il terreno sotto il binario.
Quando il treno percorse una curva poco prima della stazione di Pravisdomini successe l’imprevisto:
- una rotaia cedette leggermente
- il primo carro merci uscì dai binari
- anche una carrozza passeggeri deragliò parzialmente.
Fortunatamente il treno viaggiava a velocità molto bassa, come era tipico sulle linee secondarie.
🧑🚒 I soccorsi e la situazione
Il macchinista riuscì a frenare quasi immediatamente.
Il bilancio fu relativamente lieve:
- alcuni passeggeri contusi
- nessuna vittima
- danni al binario e a un carro merci.
Gli abitanti delle cascine vicine accorsero subito per aiutare i viaggiatori, portando acqua e sedie mentre arrivavano i ferrovieri da Motta e San Vito.
Per rimettere il treno sui binari fu necessario:
- un carro gru ferroviario
- diverse ore di lavoro per riparare il binario.
La linea rimase chiusa quasi un giorno intero.
🚆 Perché questo incidente fu ricordato a lungo
L’episodio diventò famoso tra il personale ferroviario della linea per due motivi:
1️⃣ Era la linea “senza incidenti”
Per decenni la Motta–San Vito fu considerata una ferrovia molto sicura e tranquilla.
2️⃣ La velocità salvò i passeggeri
I treni locali viaggiavano spesso a 30–40 km/h, e proprio questa lentezza evitò conseguenze gravi.
🌧️ Un dettaglio curioso
Dopo quell’incidente i ferrovieri della zona presero l’abitudine, nei periodi di forti piogge, di controllare spesso il binario a piedi o con piccoli carrelli ferroviari prima del passaggio del primo treno del mattino.
Era una pratica non ufficiale ma molto diffusa sulle linee di campagna.
🐄 Il famoso treno degli animali diretti ai mercati friulani
Un episodio molto più curioso (e ricordato con simpatia) riguarda invece i treni merci agricoli.
Negli anni ’40 e ’50 la ferrovia era usata spesso per trasportare:
- bovini
- maiali
- cavalli
- pollame
verso i grandi mercati agricoli del Friuli.
Uno dei convogli più particolari partì da Motta di Livenza diretto al mercato di San Vito al Tagliamento.
Il treno era composto quasi interamente da carri bestiame pieni di animali.
Durante la sosta nella piccola stazione di Sesto al Reghena accadde qualcosa di imprevisto:
- alcune mucche sfondarono una portella del carro
- due animali scesero sui binari
- uno arrivò addirittura vicino al marciapiede della stazione
Il capostazione, i contadini e alcuni ferrovieri dovettero improvvisarsi mandriani.
Per quasi un’ora il treno rimase fermo mentre:
- gli animali venivano recuperati
- la portella veniva riparata con corde e assi di legno.
I bambini del paese ricordavano la scena come “la stazione trasformata in stalla”.
⚔️🌍 Il “treno militare segreto” della guerra
Dopo la disastrosa Battaglia di Caporetto nel 1917, l’esercito italiano si ritirò rapidamente verso il Tagliamento e poi verso il Piave. In quei giorni le ferrovie del Friuli e del Veneto orientale furono usate giorno e notte per evacuare:
- soldati
- artiglieria
- materiali militari
Secondo testimonianze locali tramandate nei racconti dei ferrovieri, una notte dell’autunno 1917 transitò sulla linea un convoglio militare molto particolare.
Il treno:
- viaggiava senza luci esterne
- aveva i finestrini coperti
- era scortato da soldati armati.
Il convoglio partì da San Vito al Tagliamento e percorse la linea verso Motta di Livenza nel cuore della notte.
Secondo le voci dell’epoca trasportava:
- documenti militari
- casse di materiali sensibili
- forse anche apparati di comunicazione o codici dell’esercito.
Il personale ferroviario ricevette l’ordine di:
- non avvicinarsi ai carri
- mantenere le luci delle stazioni spente o schermate.
Il treno attraversò rapidamente le piccole fermate come Pravisdomini e Chions e sparì verso il Veneto.
Non esistono documenti ufficiali precisi su quel convoglio, ma il racconto è stato tramandato da diversi ferrovieri locali e viene spesso citato dagli appassionati di storia ferroviaria della zona.
🚴♂️ Oggi
Oggi il sedime è in parte pista ciclabile o percorso verde e i binari sono stati rimossi definitivamente nel 2022.








