📜 Cenni storici

La fermata di Confine si trovava poco prima di Spilamberto, ed il suo nome derivava dal fatto che segnava il “confine” amministrativo tra i comuni di Modena e Spilamberto.

Era una fermata modesta: un piccolo fabbricato viaggiatori in muratura, con sala d’attesa e banchina laterale; serviva soprattutto le case coloniche e i poderi agricoli della zona.

🏚 Stato attuale

Dopo la chiusura la fermata fu dismessa e lasciata al degrado.

Il fabbricato viaggiatori è ancora parzialmente esistente ma in rovina, circondato da vegetazione, con muri scrostati e tetto in parte crollato.

📌 Curiosità e aneddoti

Il nome singolare: la denominazione “Confine” suscitava sempre domande ai viaggiatori: “confine di cosa?”. In realtà era semplicemente il limite comunale, ma nell’immaginario sembrava quasi una frontiera!

La “frontiera scolastica” 📚: negli anni ’50 e ’60 alcuni studenti delle scuole di Spilamberto o Modena raccontavano che “passare dal Confine” era come superare un confine vero e proprio: il viaggio in treno diventava un rito di passaggio quotidiano.

📜 Cenni storici

La linea Modena–Vignola fu inaugurata il 29 luglio 1888 a scartamento ridotto (950 mm). La stazione di Vignola fu sin dall’inizio il capolinea.

Il fabbricato viaggiatori era di dimensioni maggiori rispetto alle altre fermate: comprendeva biglietteria, sala d’attesa, uffici, magazzino merci coperto e binari di scalo.

Negli anni ’30 la linea fu convertita allo scartamento ordinario (1435 mm) e l’impianto di Vignola venne ampliato, con più binari e un piazzale merci adatto ai vagoni carichi di prodotti agricoli.

Il traffico era intenso, soprattutto di frutta (ciliegie, pesche, susine) e prodotti agricoli, che da Vignola prendevano la via di Modena e Bologna.

🏚 Dopo la chiusura

Dopo il 1969 la linea rimase per un certo periodo in uso limitato per merci, ma anche a Vignola i binari caddero presto in disuso.

Negli anni successivi, con l’avanzare dell’abbandono, il piazzale fu smantellato e molti binari eliminati.

🏛 Cosa resta oggi

Il fabbricato viaggiatori storico esiste ancora: è stato recuperato e oggi è sede di attività culturali e locali associativi.

L’edificio mantiene la tipica architettura ferroviaria di fine ’800, con linee sobrie e proporzioni più ampie rispetto alle fermate rurali.

📌 Curiosità e aneddoti

La “stazione delle ciliegie” 🍒: Vignola era ed è la patria delle ciliegie, e nei mesi di maggio-giugno la stazione vedeva convogli interi carichi di frutta destinata ai mercati di Modena, Bologna e oltre.

Una piccola “capitale ferroviaria” locale: per gli abitanti di Vignola e dintorni la stazione era più di un luogo di transito: vi si incontravano contadini, commercianti, studenti e militari. Era un punto di socialità e di “ingresso alla città”.